a-ad-client="ca-pub-6131686610902734" async src="https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js">

 

      

Blog

Pace a voi

Anche oggi Gesù viene in mezzo a noi con i segni della sua passione. Sono segni della fame, della tortura, della guerra, delle malattie, della violenza, dell'ingiustizia.  Gesù oggi si rende presente in mezzo a noi, nelle persone che reagiscono e lottano per la vita.  Pace a voi.... , è...
Continua...

Mi ami tu ....???

Gesù disse a Pietro; * mi ami ... ? Amare è innanzi tutto un'esperienza profonda di relazione tra persone in cui c'è un insieme di sentimenti e valori; gioia, tristezza, sofferenza, crescita, rinuncia, dedizione, realizzazione, dono, impegno, vita e morte. Gesù incarna sempre la sua missione in una...
Continua...

Andate

Andate e fate discepoli tutti i popoli. Essere discepolo non è lo stesso che essere alunno. Un discepolo si relaziona con il maestro, un alunno si relaziona con il professore. Il discepolo imita il maestro, il maestro è Gesù, la persona in cui da imitare. Il discepolo partecipa la vita di Gesù....
Continua...

Mostrami Signore il Padre

La domanda di Filippo è spesso anche la nostra; * Signore mostraci il Padre *. Chi ha visto me, ha visto il Padre, gli rispose Gesù. Spesso pensiamo che Dio sia lontano, come qualcuno distante e sconosciuto, invece no, chi vuol sapere chi sia Dio basta guardare Gesù, perchè il Padre lo ha rivelato...
Continua...

Chi ama me sarà amato da Padre mio

 Il discepolo di Gesù è un amato, un prediletto , da sempre e per sempre. Il cristiano deve giungere alla pienezza dell'amore, che è osservanza dei comandamenti e di quell'unico comandamento di Gesù * come io ho amato voi, cosi amatevi gli uni gli altri anche voi *.  Se l'amore non è...
Continua...

LO SGUARDO

  Il tuo sguardo può salvare il mondo, il tu mondo e il mondo degli altri. Il tuo sguardo compassionevole crea intoro a te tenerezza , stima, gratitudine. Il tuo sguardo ottimismo può suscitare i disperati a riacquistare la speranza. Il tuo sguardo di pace, crea intorno a te la serenità...
Continua...

LA SANTITA'

           LA  SANTITA            Cosa è la santita ??              La santita è accogliere la grandezza di Dio             che opera in  ciascuno di...
Continua...

Blog

Si alza e va

 

LA VISITAZIONE ; LC 1,39-56

Nell'incontro di Maria con sua cugina si respira un'atmosfera di gioia.

Sottolineiamo due aspetti; un atteggiamento e un fatto,

L'atteggiamento è quello del servizio. Maria infatti, va a servire.

Questa giovane ragazza va in fretta, si mette in cammino rischiando di incontrare i briganti, ma è coraggiosa.

Si alza e va. Non trova scuse come; No, sono incinta, o anche; sono la regina del mondo, perchè il re viene da me.

Lei semplicemente si alza e va, mostrando tutto il suo coraggio di donna. 

Le due donne si incontrano con gioia, come quando si incontrano le donne che si vogliono bene; si abbracciano, si baciano, un incontro caratterizzato dalla festa.

L'incontro è un altro segno cristiano. Sia il servizio che l'incontro richiedono di uscire da se stessi per servire e per incontrare, per abbracciare un'altra persona.

Se noi imparassimo questo, come cambierebbe il mondo! 

Servire e incontrarsi; per sperimentare la gioia grande della presenza di Dio in mezzo a noi.

 

Continua...

Se mi amate

 

I COMANDAMENTI COME VIA DELL'AMORE ; GV 14, 15-21

Gesù , innanzi tutto, mette in luce, davanti ai suoi discepoli, che l'amore per lui, se è vero amore, porta infallibilmente all'osservanza dei suoi comandamenti.  Vuole dirci, insomma, che se non c'è osservanza, significa che noi non abbiamo l'amore ; essa è una conseguenza essenziale, irrinunciabile, che rivela se noi amiamo davvero o se ci illudiamo di amare. 

Gesù dice anche che il dono dello Spirito Santo da parte del Padre è frutto di questo amore e di questa osservanza, che suscitano la preghiera di Gesù, grazie alla quale noi possiamo ricevere lo Spirito. E spiega chi  esso è; il Consolatore, lo Spirito della verità, colui che il mondo non vede, non conosce, ma i discepoli sì, è colui che dimora presso di loro e che sarà dentro di loro. 

Gesù promette la sua venuta, il suo ritorno, che sta per realizzarsi nella sua risurrezione; annuncia il suo sparire nella passione, nella morte, nella sepoltura, ma anche il suo riapparire ai discepoli, che lo vedranno, perchè egli è la risurrezione e la vita. E rivela il suo rapporto col Padre, dentro il quale invita anche loro, anche noi,; dice, infatti, che conosceremo, cioè sperimenteremo nel profondo. Consolazione più grande di questa non potrebbe essere promessa, in alcun modo, da nessuno al mondo, se non da Gesù.

Nel Gv 14,21; il discorso di gesù si allarga a tutti; passa dal *voi*  dei discepoli al *chi* di chiunque cominci ad amarlo, a entrare in relazione con lui e a seguirlo. Ciò che è accaduto ai discepoli, ai primi scelti, accade a chiunque crede in lui. E quì gesù apre per noi, per ognuno, il suo rapporto d'amore col Padre, perchè rimanendo in Cristo, noi siamo conosciuti e amati anche dal Padre. Infine Gesù promette di nuovo il suo amore oer chi lo ama e la rivelazione di se stesso, cioè una manifestazione ininterrota del suo amore per voi.

Continua...

Io sono la via......

 

NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE ; GV 14,1-12

Un esortazione  d'incoraggiamento nel superare il turbamento. Gesù dicae anche ; nella casa del Padre mio vi sono molte dimore! Che significa?? Non è necessario che tutti pensino allo stesso modo. Quel che importa è che tutti accettino Gesù come rivelazione del Padre e che, per amore suo, abbiano atteggiamenti di servizio e d'amore. 

Amore e servizio sono il cemento che unisce tra di loro i vari mattoni della parete e fa sì che le diverse comunità diventino una Chiesa consistente di fratelli e sorelle.

Tommaso domanda; Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via? Gesù risponde; Io sono la via, la verità e la vita!  Tre parole importanti. Senza la via, non si cammina. Senza la verità, non si ha certezza. Senza vita, c'è solo la morte! Gesù spiega il senso. Lui stesso è la via, perchè * Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me* ! Poichè lui è la porta, per la quale le pecore entrano ed escono. Gesù è la verità perchè, guardando a lui, vediamo l'immagine del Padre.  Gesù è la vita perchè, camminando come egli ha camminato, saremo uniti al Padre e avremo la vita in noi. 

Filippo chiede a Gesù: Signore, mostraci il Padre e ci basta. E Gesù gli rispose; Chi ha visto me, ha visto il Padre. 

Filippo ha espresso un desiderio che era di molte persone nelle comunità di Giovanni e continua ad essere il desiderio di tutti noi; cosa devo fare per vedere il Padre di cui Gesù tanto parla ? La risposta di Gesù è molto bella; Da tanto tempo sono con voi e tu  non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto Padre! 

Noi non dobbiamo pensare che Dio sia lontano, come qualcuno distante e sconosciuto. Chi volesse sapere come sia e chi sia Dio padre, basta che guardi a Gesù. Lui lo ha rivelato nelle parole e nei gesti della sua vita; Io sono nel Padre e il Padre è in me!  Per il suo modo di essere Gesù rivelava un volto nuovo di Dio che attirava il popolo. Tramite la sua obbedienza, egli era totalmente identificato con il Padre. Ad ogni momento faceva quello che il Padre gli mostrava di fare. Per questo, in Gesù tutto è rivelazione del Padre! 

Alla stessa maniera, noi, per il nostro modo di vivere e convivere, dobbiamo essere una rivelazione di gesù, Chi ci vede deve poter vedere e riconoscere in noi qualcosa di gesù. 

 

Continua...

Io sono il buon pastore

 

Giovanni 10, 1-10 (11-18)

Gesù inizia il discorso con la similitudine della porta; In verità, in verità io vi dico; chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale daun'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore! 

Per capire questa parola di Gesù, dobbiamo ricordare, che in quel tempo, i pastori si occupavano del gregge durante il giorno. La sera portavano le pecore in un grande recinto comunitario, ben protetto contro banditi e lupi. Tutti i pastori di una stessa regione portavano lì il loro gregge tutta la notte. Al mattino giungeva il pastore, batteva il palmo delle mani sulla porta e il guardiano apriva. Il pastore arrivava e chiamava le pecore per nome. Le pecore riconoscevano la voce del loro pastore, si alzavano e uscivano dietro di lui verso i pascoli. Le pecore degli altri pastori udivano la voce, ma rimanevano dove erano, perchè non la riconoscevano. Ogni tanto c'era il pericolo dell'assalto. I ladri entravano da una specie di feritoia, togliendo le pietre dal muro di cinta, per rubare le pecore. Non entravano dalla porta, perchè c'era il guardiano che vigilava. 

Gesù è la porta ; I farisei non capivano il significato di * entrare dalla porta*, Gesù allora spiega; Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti. Di chi sta parlando Gesù in questa frase così dura? Probabilmente si riferiva ai capi religiosi che trascinavano la gente dietro di loro, senza rispondere, però alle loro aspettative. Non erano interessati al bene del popolo, ma piuttosto ai loro soldi e interessi. Ingannavano la gente e la abbandonavano alla loro sorte. 

Il criterio fondamentale per discernere tra il pastore e il brigante è la difesa della vita delle pecore. Gesù dice; Io sono venuto perchè abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza! 

Entrare per la porta significa; imitare l'atteggiamento di Gesù in difesa della vita delle pecore. Gesù chiede alla gente di prendere l'iniziativa di non seguire colui che si presenta come pastore, ma che non è veramente interessato alla vita della gente.

Gesù è il buon pastore; Tutti sapevano chi era un pastore, come viveva e lavorava. Ma Gesù non è un pastore qualsiasi, è il buon pastore! L'immagine del buon pastore viene dall'AT,  Gesù si presenta come colui che viene a compiere le promesse dei profeti e le speranze del popolo. Il buon pastore dà la sua vita, il falso pastore invece disprezzavano le pecore.

Il discorso sul buon pastore racchiude due importanti regole per liberare i nostri occhi dalla cecità farisaica;

- I pastori sono molto attenti alla reazione delle pecore, perchè esse riconoscono la voce del pastore.

- Le persone devono prestare molta attenzione all'atteggiamento di coloro che si dicono pastori per verificare se sono                   veramente interessati alla vita delle pecore, se sono capaci di dare la vita per le pecore.

Un solo gregge e un solo pastore; Gesù apre l'orizzonte e dice che ha altre pecore che non sono di questo ovile. Esse non odono la voce di Gesù, ma quando l'udiranno, si renderanno conto che lui è il pastore e lo seguirono. Quì appare l'atteggiamento ecumenico delle comunità del * discepolo amato*.

 

Continua...

Sulla strada di Emmaus ; Lc 24,13-35

 

Gesù incontra i due amici in una situazione di paura e di disperazione, di sfiducia e di sgomento. Stavano fuggendo. Le forze della morte, la croce, avevano ucciso in loro la speranza. Gesù si avvicina e cammina con loro, ascolta la conversazione e chiede; Che cosa sono questi discorsi??. 

L'ideologia dominante impedisce loro di capire e di avere una coscienza critica. * Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele.... Qual è oggi la conversazione del popolo che soffre? Quali sono oggi i fatti che mettono in crisi la nostra fede?

Gesù per spiegare i fatti si serve la Bibbia; per illuminare il problema che faceva soffrire i suoi due amici, chiarire la situazione in cui stavano vivendo. Con l'aiuto della Bibbia, Gesù colloca i due discepoli nel progetto di Dio e dindica loro che la storia non è sfuggita dalle mani di Dio. Gesù non usa la Bibbia come un dottore che già sa tutto, bensì come un compagno che vuole aiutare i suoi amici a ricordare ciò che loro avevano dimenticato; Mosè e i profeti. Gesù cerca di metterli in condizione di ricordare, risveglia la loro mente.

Con l'aiuto della Bibbia, illuminare la situazione e trasformare la croce, segno di morte, in segno di vita e di speranza. Così ciò che impedisce di vedere, diventa luce e forza lungo il cammino.

La Bibbia, da sola, non apre gli occhi, ma fa ardere il cuore ! Ciò che apre gli occhi e fa scoprire agli amici la presenza di Gesù è la condivisione del pane, il gesto comunitario, la celebrazione. Nel momento in cui è riconosciuto, Gesù scompare. E loro stessi sperimentano la risurrezione, rinascono e camminano da soli. 

Gesù crea un ambiente di preghiera, di fede e di fraternità, lo Spirito ci fa scoprire e sperimentare la Parola di Dio nella vita e ci porta  a capire il senso delle parole che Gesù disse a tutti noi. 

Ripartire; dopo aver riconoscere Gesù; tutto è cambiato, riprendono coraggio e ritornano a Gerusalemme, dove continuano ad agire le forze di morte che uccisero Gesù; ma proprio lì si manifesta ora anche la forza della vita nella condivisione dell'esperienza della risurrrezione, fede, speranza, libertà, in una parola ; la risurrezione ha vinto la morte.

Continua...

Alleluia

 

L'alleluia è il canto del trionfo di Cristo e della gioia. Grazie al suo trionfo, il Cristo glorioso è diventato il contemporaneo di tutte le generazioni; Signore del regno dei viventi, autore della vita. La verità è questa; la pietra angolare, il centro, il tutto della nuova economia di salvezza è Cristo, il risorto. 

Nella contemplazione della vita di Gesù, molti preferiscono guardare i fatti dolorosi; così la croce ci appare più spesso circondata da strumenti di tortura che da trofei di vittoria.

Certo, non vogliamo dire neppure lontanamente, che si possa ignorare la croce e le sofferenze del nostro Salvatore, ma la croce, senza gli splendori della risurrezione, ci renderebbe i più miserabili tra gli uomini e farebe del cristo il più colpevole degli impostori. L'alleluia deve dirci tutto questo.

Dall'alleluia riceviamo anche un'altra lezione. La sua parola d'ordine è; Lodate Dio. Dobbiamo essere degli alleluia viventi, fervidi adoratori, lode, ringraziamenti... La nostra fede dev'essere teocentrica, tutta rivolta verso Dio come quella di Suo Figlio; Padre nostro, che sei nei cieli.... 

 

Continua...

Al banchetto di nozze

 

LI AMO' FINO ALLA FINE;  GV 13,1-15

Non è ancora Pasqua, ma Gesù già inizia la celebrazione della grande festa del Passaggio, dell'attraversamento. Lui passa da questo mondo al Padre, Lui ritorna al Padre. E l'unico modo per compiere questo viaggio, questo pellegrinaggio santo, è attraverso l'amore.

Gesù amò fino alla fine; cioè fino alla pienezza, al compimento, alla totalità; la misura di amore che Gesù ci offre è piena, ben pigiata, traboccante. Non c'è nulla, nel suo amore per noi, che possa rimanere fuori, non sperimentato, non sofferto, non accettato.

Nella cena, viene in discussione; viene ferito. Il diavolo ha getato nel cuore di Giuda il veleno del tradimento. Un amore rovinato, sporcato per sempre. Ciò che lui aveva ricevuto in dono, ora lo getta via, lo disprezza! Lo consegna ad altri, e rimane vuoti e privi di tutto.

Poi Gesù si spoglia davanti ai suoi discepoli, davanti a noi. Depone le vesti, con quel gesto solenne che compivano anche i testimonoi, quando dovevano eseguire la sentenza. Gesù è il testimone fedele dell'amore del Padre, Colui che non tradisce, non abbandono, non vende per denaro. Anzi, Lui ci acquista, ci riscatta, pagando col prezzo del suo sangue.

Gesù si cinge i finachi. Esce verso i suoi discepoli per raggiungerli là dove si trovano; non importa a quale distanza, o a quale bassezza possano essere giunti. Gesù arriva, si piega, si china su di loro, in un gesto di tenerezza infinita. Come sempre, la sua unica arma è l'amore. Noi dobbiamo solo lasciarsi raggiungere.

Poi versò dell'acqua nel catino, comincia così, col gesto più semplice, più quotidiano, ma che racchiude in sè il grande segreto dell'amore più vero. 

Cominciò a lavare i piedi, è il gesto di chi accoglie un viandante, di chi lascia entrare un ospite in casa. Gesù fa proprio cosi con le nostre povere vite; ci accoglie anche dopo i percorsi più duri, o dopo gli smarrimenti più umilianti per noi. 

Gesù dice; dovete lavare i piedi gli uni agli altri. E la prima visione che si apre davanti a noi è quella dei nostri compagni di tavola, dei commensali, anch'essi come noi, invitati e amati. A volte è davvero difficile sollevare lo sguardo su queste presenze, accoglierci di chi ci sta accanto.

Gesù ha dato esempio; ci ha mostrato la via, i passi che anche noi dobbiamo percorrere. Ci ha fatto vedere cosa significa amare, non da lontano, ma facendosi accanto, mettendosi al nostro livello, diventando maestro dal basso. Il gesto dell'amore è uno solo e si compie in ginocchio, piegati davanti al fratello

Continua...

Passione di Gesù

 LA MORTE DI GESU'; Matteo 26,14-27,66

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fa buio totale su tutta la terra. Perfino la natura sente l'effetto dell'agonia e della morte di Gesù!  Appeso alla croce, privo di tutto, esce dalla sua bocca un lamento; Elì! Elì! Lemà sabactàni? cioè; Dio mio! Dio mio, perchè mi hai abbandonato?. E' il primo versetto del Salmo 22 (21). 

Gesù entra nella morte, pregando, esprimendo l'abbandono che sente. Prega in ebraico. I soldati che erano vicini a lui, e che facevano la guardia, dicono; Costuì chiama Elia!. I soldati erano stranieri, mercenari contrattati dai Roamni. Non capivano la lingua dei Giudei. pensavano che Eli volesse dire Elìa. Appeso alla croce, Gesù si trova in un isolamento totale. Anche se avesse voluto parlare con qualcuno, non gli sarebbe stato possibile. Rimane completamente solo; Giuda lo tradì, Pietro lo rinegò, i discepoli fuggirono, le amiche stavano sicuramente lontano (v.55), le autorità lo scherrono, i passanti lo insultarono, Dio stesso lo abbandona, e neanche la parola riesce a comunicare. E' stato questo il prezzo che ha pagato per la sua fedeltà alla scelta di seguire sempre il cammino dell'amore e del servizio per redimere i suoi fratelli. Egli stesso dice; Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. 

In mezzo all'abbandono e all'oscurità, Gesù lancia un forte grido e spira. Muore lanciando il grido dei poveri, perchè sa che Dio ascolta il grido del povero. Con questa fede, Gesù entra nella morte, sicuro di essere ascoltato. La lettera agli Ebrei commenta; Egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.

Dio ascoltò il grido di Gesù e lo esaltò. La risurrezione è la risposta di Dio alla preghiera e al dono che Gesù fa della sua vita. Con la risurrezione di Gesù, il Padre annuncia al mondo intero questa buona notizia; Chi vive la vita come Gesù, servendo i fratelli, è vittorioso e vivrà per sempre, anche se muore e anche se lo uccidono! E' questa la buona notizia del Regno che nasce dalla croce!

Costuì era Figlio di Dio;

Sul Calvario siamo davanti a un essere umano torturato, escluso dalla società, completamente isolato, condannato come eretico e sovversivo dal tribunale civile, militare e religioso.

Ai piedi della croce le autorità religiose confermano per l'ultima volta che si tratta veramente di un ribelle fallito e lo rinnegano pubblicamente. E in questa ora di morte rinasce un significato nuovo. L'identità di Gesù viene rivelata da un pagano; * Davvero costuì era Figlio di Dio *. 

D'ora in poi, se vuoi incontrare veramente il Figlio di Dio, non cercarlo in alto, nel cielo lontano, nè nel tempio il cui velo si squarciò, ma cercarlo accanto a te, nell'essere umano escluso, sfigurato, senza bellezza. Cercarlo in coloro che, come Gesù, danno la loro vita per i fratelli. E' lì che Dio si nasconde e si rivela, ed è lì che possimao incontrarlo. Lì si trova l'immagine sfigurata di Dio, del Figlio di Dio, dei figli di Dio; " Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per i fratelli".

 

Continua...

Io sono la risurrezione e la vita

 

La risurrezione di Lazzaro; Gv 11,1-45

Tutto avviene a Betània, un piccolo paese ai pidi del Monte degli ulivi, vicino a Gerusalemme. In questa narrazione, la famiglia di Lazzaro, dalla quale Gesù volentieri cercava accoglienza, è lo specchio delle comunità del discepolo amato della fine del primo secolo. Specchio anche delle nostre comunità. Betània vuol dire " Casa dei Poveri". Marta vuol dire "Signora" ( coordinatrice); una donna coordinava la comunità. Lazzaro significa "Dio aiuta": la comunità povera che tutto attendeva da Dio. Maria Significa "amata di Iahvè" ; immagine della comunità. La narrazione della risurezzione di Lazzaro vuole comunicare questa certezza; Gesù porta la vita alla comunità dei poveri; egli è sorgente di vita per coloro che credono in lui.

Tra la vita e la morte

Lazzaro è morto. Molti Giudei sono a casa di Marta e Maria a consolarle per la perdita del fratello. I rappresentanti dell'Antica Alleanza non portano la vita nuova! solo consolare. Gesù è colui che porterà la vita nuova! In questo Vangelo i Giudei sono gli avversari che vogliono uccidere Gesù. Ma da parte di Gesù, lui è il vincitore della morte! Con la risurrezione di Lazzaro Gesù porta il segno della vittoria sulla morte. 

La professione di fede; Gesù sfida Marta ; 

 Credi !!  Si , Signore io credo, che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo. Dopo la professione di fede, Marta va a chiamare Maria sua sorella.Maria va incontro a Gesù; Ella ripete la stessa frase di Marta; Signore, se tu fossi stato qu', mio fratello non sarebbe morto. Maria piange, tutti piangono, e Gesù si comuove. 

Gesù ordina di togliere la pietra: 

Marta riagisce; Signore, manda già cattivo odore; è lì da quattro giorni!. Ancora una volta Gesù sfida richiamandola alla fede nella risurrezione, quì e adesso, come un segno della gloria di dio: " Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?". Rimossero la pietra. Dinanzi al sepolcro aperto e dinanzi all'incredulità delle persone, Gesù si rivolge al Padre. Poi dice Lazzaro vieni fuori!. E lazzaro viene fuori. E' il trionfo della vita sulla morte, della fede sull'incredulità! E cos' Dio risuscita la comunità. C'è gente che non vuole rimuovere la pietra, per questo nella loro comunità non c'è vita! 

 

Continua...

LLa guarigione del cieco nato

 

UN CIECO INCONTRA LA LUCE ; Gv 9,1-41

La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull'immagine di Gesù che ognuno di noi porta in sè. Molte volte, nella nostra testa, c'è un Gesù che sembra un re glorioso, distante dalla vita del popolo! Nei Vangeli, Gesù appare come un servo dei poveri, amico dei peccatori. L'immagine del Messia -Re, che avevano in mente dei farisei, ci impedisce di riconoscere in Gesù il Messia- Servo. 

Gesù vicino ai perseguitati; Gesù non abbandona colui per cui è perseguitato. Quando viene messo al corrente dell'espulsione, e incontrandosi con l'uomo cieco, lo aiuta a fare un altro passo, invitandolo a confessare la sua fede e gli chiede;  Tu, credi nel Figlio dell'uomo ?. E lui gli risponde ; E chi è , Signore, perchè io creda in lui ? . Gli disse Gesù; Lo hai visto; è colui che parla con te . Il cieco esclama; Credo, Signore !. E gli postra dinnanzi. 

L'atteggiamento di fede del cieco davanti a Gesù è di assoluta fiducia e di totale accettazione. Accetta tutto da Gesù. Ed è questa la fede che sostentava le comunità cristiane dell'Asia verso la fine del primo secolo, e ci sostiene fino ad oggi.

Il cieco non vedeva, ora vede meglio dei farisei. I farisei che pensavano di vedere correttamente , sono più ciechi del cieco nato. Intrappolati nella vecchia osservanza, mentono quando dicono di vedere. Non c'è peggior cieco di colui che non vuole vedere.

 

Continua...