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Pace a voi

Anche oggi Gesù viene in mezzo a noi con i segni della sua passione. Sono segni della fame, della tortura, della guerra, delle malattie, della violenza, dell'ingiustizia.  Gesù oggi si rende presente in mezzo a noi, nelle persone che reagiscono e lottano per la vita.  Pace a voi.... , è...
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Mi ami tu ....???

Gesù disse a Pietro; * mi ami ... ? Amare è innanzi tutto un'esperienza profonda di relazione tra persone in cui c'è un insieme di sentimenti e valori; gioia, tristezza, sofferenza, crescita, rinuncia, dedizione, realizzazione, dono, impegno, vita e morte. Gesù incarna sempre la sua missione in una...
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Andate

Andate e fate discepoli tutti i popoli. Essere discepolo non è lo stesso che essere alunno. Un discepolo si relaziona con il maestro, un alunno si relaziona con il professore. Il discepolo imita il maestro, il maestro è Gesù, la persona in cui da imitare. Il discepolo partecipa la vita di Gesù....
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Mostrami Signore il Padre

La domanda di Filippo è spesso anche la nostra; * Signore mostraci il Padre *. Chi ha visto me, ha visto il Padre, gli rispose Gesù. Spesso pensiamo che Dio sia lontano, come qualcuno distante e sconosciuto, invece no, chi vuol sapere chi sia Dio basta guardare Gesù, perchè il Padre lo ha rivelato...
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Chi ama me sarà amato da Padre mio

 Il discepolo di Gesù è un amato, un prediletto , da sempre e per sempre. Il cristiano deve giungere alla pienezza dell'amore, che è osservanza dei comandamenti e di quell'unico comandamento di Gesù * come io ho amato voi, cosi amatevi gli uni gli altri anche voi *.  Se l'amore non è...
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LO SGUARDO

  Il tuo sguardo può salvare il mondo, il tu mondo e il mondo degli altri. Il tuo sguardo compassionevole crea intoro a te tenerezza , stima, gratitudine. Il tuo sguardo ottimismo può suscitare i disperati a riacquistare la speranza. Il tuo sguardo di pace, crea intorno a te la serenità...
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LA SANTITA'

           LA  SANTITA            Cosa è la santita ??              La santita è accogliere la grandezza di Dio             che opera in  ciascuno di...
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Giuseppe uomo giusto

 

 

Gesù nasce da Maria promessa sposa di giuseppe, uomo giusto. La bibbia ci rivela che Dio ama i suoi giusti  e molte volte sceglie per una missione importante, li protegge e non li accomuna con gli empi. 

Un'idea costante nella Bibbia è il * sogno * come luogo privilegiato dove Dio fa conoscere i suoi progetti e disegni, e alcune volte rivela il futuro.  Ben conosciuti sono i sogni di Giacobbe a Betel e tanti altri.... 

A Giuseppe appare * in sogno un angelo del signore * per rivelergli il disegno di Dio. Si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. 

Gesù nato sotto la legge, a Gesù vengono conferiti tutti i diriti ereditari della stirpe davidica, da * Giuseppe uomo giusto * figlio di Davide, per il mondo bibblico ed ebraico la paternità legale bastava a conferire tutti i diriti della stirpe in questione ( cf la legge levirato e di adozione ) . Perciò , subito dall'inizio della genelogia, Gesù viene designato come * Cristo Figlio di Davide * cioè l'unto del Signore figlio di Davide, con il quale si compiranno tutte le promesse di Dio a Davide suo servo. 

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Dammì da bere

 

L'INCONTRO DI GESU' CON LA SAMARITANA; Gv; 4, 5-42 

Il simbolismo dell'acqua; Gesù usa la parola acqua in due sensi; in senso materiale, normale, dell'acqua che disseta, e , in senso simbolico dell'acqua coem sorgente di vita e dono dello Spirito. Gesù usa un linguaggio che le persone capiscono e che, allo stesso tempo risveglia in loro la volontà di approfondire e di scoprire un senso più profondo. 

L'uso simbolico dell'acqua ha la sua radice nella tradizione dell'AT, dove è frequente la mistica dell'acqua come simbolo dell'azione dello Spirito di Dio nelle persone. Geremia per esempio, oppone l'acqua viva della sorgente all'acqua della cisterna. Gesù conoscendo le tradizioni del suo popolo e ad esse fa riferimento nella conversazione con la Samaritana. Suggerendo il senso simbolico dell'acqua, evoca in lei un insieme di episodi ed espressioni dell'AT.

DIALOGO TRA GESU' E LA SAMARITANA

Gesù trova la smaritana vicino al pozzo, luogo tradizionale per gli incontri e conversazioni. Egli parte dalla necessità molto concreta della sua propria sete e fa in modo che la donna si senta necessaria e prestì un servizio. Gesù si fa bisognoso di lei. Tramite la sua domanda egli fa sì che la Samaritana possa scoprire che Gesù dipende da lei per risolvere il problema della sua sete. Gesù risveglia in lei il gusto di aiutare e di servire.

DIALOGO PRESENTA DUE LIVELLI;

Il livello superficiale; nel senso materiale dell'acqua che disseta le persone, e del senso normale di marito come padre di famiglia. A questo livello, la conversazione è tesa e difficile, e non ha continuità. Chi ne trae vantaggio è la Samaritana. All'inizio, Gesù ha tentato un incontro con lei attraverso la porta del lavoro giornaliero * prendere acqua *, ma non vi è riuscito. Poi, ha tentato per la porta della famiglia, * chiamare il marito *, ma senza successo. Finalmente, la Samaritana ha preso l'argomento della religione * luogo dell'adorazione *. Gesù è riuscito ad entrare per la porta da lei aperta.

Livello profondo; nel senso simbolico dell'acqua come immagine della vita nuova portata da Gesù e del marito come simbolo dell'unione di Dio con il suo popolo. A questo livello, la conversazione ha una continuità perfetta. Dopo aver rivelato che lui stesso, Gesù, offre l'acqua della vita nuova, dice ; Và a chiamare tuo marito e ritorna quì. 

Gesù dichiarò la sua sete alla Samaritana, ma lui non prese l'acqua. Segno che la sua sete era simbolica ed aveva a che fare con la sua missione; la sete di realizzare la volontà del Padre. Questa sete è tuttora presente in lui e lo sarà per tutta la vita, fino alla morte. Nell'ora della morte egli dice; Ho sete. Dichiara la sua sete per l'ultima volta prima di esclamare ; Tutto è compiuto. Poi china il capo e consegna lo spirito. Così realizza la sua missione.

 

 

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Figlio mio , l'amato

 

Trasfigurazione di Gesù Matteo 17,1-9

Nel racconto della trasfigurazione Gesù è presentato come nuovo Mosè che incontra Dio * su un alto monte *, nella nube luminosa, con il volto che brilla, Anche Mosè incontra Dio sul monte Sinai, con il volto luminoso. Pure Elìa incontra il Signore sull'Horeb, il monte di Dio. 

Come per l'evento del Sinai, anche nella trasfigurazione c'è la rivelazione della nuova legge; ascoltare il Figlio prediletto, nel quale Dio Padre si compiace. Questa nuova legge, data da Dio sul Tabor per mezzo del nuovo Mosè, ci ricorda quanto disse il patriarca nel libro del Deuteronomio; Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. 

In questo testo della trasfigurazione, ancor più importante della legge, di cui Gesù è il compimento ( perciò dopo la visione gli apostoli * non videro nessuno, se non Gesù solo *, si mette in rilievo la rivelazione da parte del Padre che proclama la filiazione divina di Gesù Cristo. Tale dichiarazione del Padre rivela Gesù come il Servo del signore, preannunciato da Isaìa; Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. 

La scoperta dell'identità del figlio suscita nei tre testimoni il timore di Dio, per cui prostrano con la faccia a terra . Questa visione è strettamente legata al mistero della Pasqua , sembra una apparizione di Gesù risorto in tutta la sua gloria, è un annuncio della vita futura. per questo motivo; mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro; Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti.

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Le tentazioni

 

 

Gesù fu tentato ; Matteo 4, 1-11

La tentazione fu costante nella vita di gesù. Essa lo accompagno dall'inizio alla fine, dal battesimo fino alla morte sulla croce. Poichè, nella misura in cui l'annunzio della Buona Novella del regno si dilagava in mezzo al popolo, cresceva la pressione su Gesù perchè rispondesse alle aspettative messianiche del popolo e fosse il Messia che gli altri desideravano e volevano; * Messia glorioso e nazionalista *, * Messia guerriero *, *Messia sommo sacerdote*, * Messia giudice* ecc... Egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato ( Eb 4, 15 ). 

Ma la tentazione non è mai riuscita a deviare Gesù dalla sua missione. Egli continuava irreprensibile sul cammino della * Messia servo *, annunziato dal profeta Isaìa e atteso soprattutto dai poveri del popolo, gli anawim.  Al riguardo, Gesù non ha avuto paura di provocare conflitti, nè con le autorità, nè con le persone più care. Tutti quelli che tentavano di sviarlo dal cammino ricevevano risposte dure e reazioni inattese;

- Pietro tentò di allontanarlo dal cammino della croce , ma Gesù risponde; và dietro a me satana !

- I parenti volevano portarlo a casa; ma Gesù risponde ; mia madre, mi sorella, fratelli ecc.. sono coloro che osseravno le mie       parole e mettono in pratica.

- I genitori si lamentavano.. Figlio mio ... ma Gesù risponde; perchè mi cercavate ???

- Il popolo volevano fare di Gesù il Messia re; ma lui si rifugiò nella montagna per stare con il padre. E così al Getsemani          comando all'apostolo di rimettere la sua spada al suo posto.

Gesù era orientato dalla Parola di Dio e in essa trovava luce e nutrimento. E' soprattutto la profezia del servo, annunziata da Isaìa, che lo anima e gli dà il coraggio di proseguire. Nel battesimo e nella trasfigurazione egli riceve dal Padre la confrema del suo cammino, della sua missione. La voce dal cielo ripete le parole con le quali la profezia di Isaìa presenta il Servo di Iahvè al popolo; Questo è il Figlio mio, l'amato; ascoltatelo ! 

Gesù definì se stesso- e la sua missione - come; Il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Gesù ha affrontato le tentazioni ascoltando la Parola di Dipo, per approfondire la coscienza della sua missione, e cercando forza nella preghiera. Solidale con i poveri, egli è unito al Padre, e , fedele ad entrambi, resiste alla seduzione e segue la strada del Messia Servo, cioè un cammino di servizio al popolo.

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State attenti...!!!!

 

In ogni persona retta brilla la luce di Dio ; Matteo 6,1-6.16-18

Guardatevi dal praticare le vostre buone opere; fate attenzione alla vostra giustizia che non sia un agire davanti agli uomini per essere da loro ammiarti, sii retta e sincera nel tuo agire, il Padre tuo , che vede nel segreto, ti ricompenserà. La giustizia, la retta intenzione, per il cristiano sono impegni per cui vivere la propria fede.  Tre azioni qualitative che un giusto * il cristiano * deve compierli; l'elemosina, la preghiera e il digiuno; sono azioni lodevoli e visibili, dispongono il prossimo alla virtù, al bene. Tuttavia possono perdere le loro qualità positive e trasformarsi in comportamenti non graditi a Dio. L'elemento discriminante che decide del loro valore è l'atteggiamento interiore con cui sono compiute. 

E' lodevole compiere il bene ( l'elemosina, il digiuno e la preghiera ), ma è altrettanto, indispensabile compierlo senza ipocrisia, con retta intenzione, con puro desiderio, con cuore sincero. Il bene lo si compie a partire dal cuore e quindi coinvolge l'intera persona; è uno movimento che esige il primato dell'interiorità rispetto all'esteriorità, degli atteggiamenti rispetto alla formalità, del sentire profondo rispetto al dire. A una tale giustizia si può accostare il termine rettitudine. Da un lato la giustizia presenta esigenze di visibilità; compiere il bene o agire il bene vuol dire che il giusto è rispettoso del diritto di tutti senza discriminazioni, difende chi è debole e fragile, rispetta la dignità umana degli altri. La giustizia è una realtà che si manifesta attraverso lo sguardo prima ancora che dà il gesto o azione concrete. 

Per Gesù coloro che compiono le buone opere per essere ammirati dagli uomini; hanno già ricevuto la loro ricompensa. Il plauso, l'ammirazione, l'essere tenuti in considerazione o rispettati, ammirati, lodati è un forte motivo per sentirsi appagati. L'invito di Gesù è di non fare il bene in vista di un prestigio personale. La ricompensa che proviene dagli uomini annula la ricompensa che trae origine da Dio. 

Compiere le buone opere nel segreto significa porle nelle mani di Dio e attendere da Lui la ricompensa, senza la pretesa di averne subito l'attuazione. Non è automatico che le buone azioni ricevano istantaneamente il premio; i tempi della ricompensa da parte di Dio non sono quelli degli uomini. 

La ricompensa di certo non mancherà. A garantirla è il Padre che è nei cieli

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Siamo più importanti degli uccelli e dei gigli

 

NON PREOCCUPATEVI DEL DOMANI ; Mt 6, 24-34 

Nessuno può servire due padroni; l'uno o l'altra. Il  cristiano deve servire e amare solo il padrone, Dio, e didecarsi solo a lui. Questo Padrone non sopprime coloro che gli si sottomettono ! Egli è Padre ed èben al corrente delle nostre necessità.  Già nella preghiera del Padre nostro, Gesù ci invita a chiedere al Padre di provederci il pane quotidiano.

Dedicarsi a Dio, allora, comporta un certo abbandono nelle sue mani paterne e provvidenziali. Dio compassionevole che ha cura dell'erba del campo e provvede il nutrimento ai passeri ha cura anche di noi, ci assicura Gesù; se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi ??. Il contrasto con le ricchezze si spiega perchè, in ebraico e aramaico, mammona si usava in riferimento alla fiducia nelle cose materiali. Al giovane ricco, infatti, Gesù chiede di abbandonarsi con fiducia, lasciando le proprie sicurezze nei beni materiali, per poter seguire liberamente il maestro.

Gesù vuol far capire che solo Dio è degno della nostra fiducia e del nostro abbandono filiale. L'affanno per le cose materiali ci fa perdere la cosa più necesaria e ci riempie di una futile inquietudine. 

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Amate i vostri nemici

 

Non opporvi al malvagio... ( Matteo 5, 38-48 )

L'esortazione di Gesù parte dalla  *legge del taglione*precetto nato dalla volontà civile di impedire le vendete sregolate, specie se iperboliche, limitandole secondo un criterio di sretta commisurazione fra il male inferto e quello * ricambiato * e, soprattutt, riservandone l'esercizio all'ambito giudiziario.

L'intento evidente di Gesù; Mt 5, 39a, non è la condanna dell'antica * legge del taglione * con tutti i suoi rigori. Egli intende suggerirci un orientamento di vita pratica, che si conformi all'infinita bontà e misericordia del Padre celeste come atteggiamento globale di vita, reso possibile dall'annuncio del regno.  I discepoli di Gesù devono regolarsi secondo un criterio che supera, in forza di un amore traboccante, l'inclinazione naturale ad esigere il rispetto assoluto dei propri diritti. Viene chiesto a chi è di Cristo di vivere secondo la generosità, il dono di sè, la dimenticanza dei propri interessi, non lasciandosi andare alla grettezza , ma mostrandosi benevoli, perdonando, dando prova di grandezza d'animo, verso che ha fatto del male.

Il cristiano è sollecitato a interpretare ogni situazione , anche di gravissima difficoltà, dal punto di vista dell'amore di Dio che ha già ricevuto, compiendo un salto di qualità radicale nel modo di affrontarle; non più la rappresaglia o la rivalsa, e nemmeno la difesa di se stesso e dei propri diritti, per quanto giusta, ma la ricerca del bene di tutti, anche di chi fa del male. 

AMATE....

E' il dono supremo che si possa fare al nemico, perchè mette in atto la massima energia interiore; la forza della fede. E' più facile offrire un gesto esterno di aiuto o di soccorso che non desiderare intimamente, nel cuore e in verità, il bene del nemico tanto da farne il tema e l'intenzione della preghiera davanti a Dio. Se si prega per lui, chiedendo per lui grazie e benedizioni, vuol dire che si desidera e si vuole il suo bene. Si è quindi sinceri nell'amore. La preghiera è la ricompensa del cristiano ai torti del nemico. 

Il cristiano verso i nemici ( i persecutori, i pagani, gli idolatri, ecc ... ) deve usare la stessa benevolenza che si ha con i fratelli nella fede. Non solo la tolleranza, l'amore in genere, ma quell'amore profondo e disinteressato di sè che il credente può attingere soltanto dal cuore di Dio e imparare del suo esempio , visto nella creazione e nella storia dell'universo.

Il cristiano deve imitare nel quotidiano la bontà del suo Padre Celeste. Amare il nemico, così lo rende figlio del Padre celeste in quanto è frutto del desiderio di amare come lui.

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Nuova legge

 

In verità io vi dico ; Mt 5, 17-37

Gesù non venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a darle quel * di più * che la fa superare come legge e la fa accettare come scelta interiore. Di fatto la giustizia del fariseo si limita all'osservanza degli articoli di legge. La giustizia del cristiano non dipende prima di tutto dalla semplice osservanza della legge, ma dal fatto che gli ultimi tempi sono compiuti in Gesù, e che Gesù per primo è giunto ad obbedire alla legge in comunione con il Padre. Cristo stabilisce un nuovo criterio di valutazione moarle: l'intenzione  personale. 

CRISTO -  COMPIMENTO DELLA LEGGE;

Non basta non uccidere, bisogna non adirasi. Non basta non comettere adulterio, bisogna non desiderare la donna degli altri. Non basta lavarsi le mani prima dei pasti, bisogna purificare l'nteriore dell'uomo. Non basta erigere monumenti ai profeti, bisogna non farli tacere uccidendoli. Non basta dire; Signore, Signore, ma bisogna fare la volontà del Padre che è nei cieli. Non basta dire parole senza fine nella preghiera, bisogna aver fede nella bontà di Dio. Non basta il sacrificio, non serve a niente l'atto di culto e l'osservanza dei precetti minori se non si pongono al primo posto nella propria vita morale la giustizia, la misericordia e la fede. 

Il cristiano non obbedisce soltanto a una legge, ma si mette sulla scia di cristo che lo precede e che diventa per lui modello-legge-istanza suprema-forza interiore per il dono dello Spirito.

VIVERE NELLA FRATERNITA';

Le parole di Gesù invitano il cristiano a qualcosa * di più *, a fare un passo avanti nella fraternità. Non basta non uccidere il fratello occorre rispettarlo, non prenderlo alla leggera, non sentirsi superiore a lui. Si può uccidere con le parole, con un giudizio duro, con un atteggiamento sprezzante,. Si può uccidere il fratello relegandolo nell'isolamento, spegnendo il suo entusiasmo e i suoi progetti di bene, non permettendogli di esprimersi liberamente. 

Non si può onorare Dio se il fratello è disonorato, perchè Dio è in ogni fratello che incontriamo, specialmente nei poveri, nei piccoli, negli umili, nei disprezzati, in quelli che noi, a volte, chiamiamo cretini.

L'AMORE SINCERO;

L'amore dell'uomo e della donna non è desiderio e ricerca egoistica della propria soddisfazione. L'amore è volere il bene dell'amato, è incontro libero e liberante. 

L'amore vero è un dono totale, perchè Cristo ha dato la sua vita per noi; un Amore che ha * promesso di essere presente in coloro che lo amano e con cuore retto e sincero custodiscono la sua parola. 

 

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Siete la luce del mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO; MATTEO 5,13-16

Usando immagini della vita quotidiana, con parole semplici e dirette, gesù rivela qual è la missione e la ragione d'essere della comunità; essere sale ! in quel tempo, con il caldo che faceva, la gente e gli animali avevano bisogno di mangiare molto sale. Il sale veniva consegnato in grandi blocchi dal fornitore e mettevano nella piazza per poi essere consumati dalla gente. Il sale che rimaneva cadeva a terra, non serviva più a nulla ed era calpestato da tutti. 

Gesù evoca questa usanza per chiarire ai discepoli la missione che devono svolgere. Senza il sale non si poteva vivere, ma ciò che rimaneva del sale non serviva nulla. 

LA LUCE ; 

Nessuno accende una candela per collocarla sotto un moggio. Una città posta in cima a un monte non riesce a rimanere nascosta. La comunità deve essere luce, deve illuminare. Non deve aver paura di mostrare il bene che fa. Non lo fa per farsi vedere, ma ciò che fa può e deve essere visto. Il sale non esiste per sè. La luce non esiste per sè. Così deve essere una comunità; non può rinchiudersi in se stessa. 

 

 

 

 

 

 

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Cristo Luce del mondo

 

 

CRISTO VIENE OGNI GIORNO COME LUCE DEL MONDO 

Cristo entra nel tempio per rischiararlo della propria luce, è lui che offre al mondo la luce mediante la sua sofferenza, dalla sua nascita fino al compimento della santa pasqua.

Lui entra nel tempio di Dio che è l'universo creato a produrre salvezza e nuovo orientamento di vita. I figli che camminano nelle tenebre ricevono la luce come guida al loro incontro con Cristo che è luce. 

Egli rischiara il cammino della nostra vita con la sua presenza, in attesa di accoglierci nella luce radiosa, abbagliante, di Dio nella Pasqua eterna. 

Dunque con le candele accese esprimiamo la nostra fede in Lui; Cristo- che ci conduce al tempio per consacrarci a cristo come suoi discepoli. Così , mentre Gesù compie la sua offerta, anche noi compiamo la nostra, offrendo al Padre l'intera esistenza al seguito di Gesù, luce del mondo. 

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