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DI CHE COSA TI SEI INTERESSATO DI PIU??

  Ci troviamo in un mondo in cui preavle il sensibile e molte persone sono preoccupate più di apparire che di essere; profumi, saponi speciali, palestre, futing, lampade, cure per la pelle ecc.... Ma se è un bene che l'uomo si occupi del corpo, è un grosso errore che si occupi solo del...
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Preghiamo insieme

 PREGATE CON ME  A voi tutti lettori dei miei scritti , vi invito a pregare con me per ottenere da Dio la fine di questa pandemia COVID 19.  A te, Padre celeste, rivolgiamo i nostri cuori, meditando su quanto s. Paolo della croce ha detto e operato per evangelizzare i poveri ed...
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Suona allarme della coscienza

  Penso che tutti noi, nella vita abbiamo esperienza di avere commetere gli errori, nel compiere i nostri doveri come studenti, impiegati, vita in famiglia ecc... A me mi è capitata diverse volte, riconosco però che sono una persona limitata, perciò non mi disperò ma continuo ad avere la...
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ABBANDONARE IL MALE

Nessuno è perfetto... lo so, ognuno di noi ha il proprio male, e chi riesce a scoprilo è un saggio, un veritiero. Che cosa è il male ?? E' tutto ciò che è contrario al bene, al tuo bene, al bene comune.  Vuoi conoscere il tuo male ???? Fermati..! un pò di relax ci vuole, poi entri nella tua...
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SMETTI DI ODIARE

  RANCORE E IRA.  Orribili parole scritte nella Bibbia; rancore e ira i veri nemici della nostra vita quotidiana, nemici radicati nel nostro intimo * il proprio io *, nel profondo del nostro cuore fin dalla nostra esistenza.  Come possiamo mandare via l'ira e rancore dalla nostra...
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Grazie

Sapiamo che questa parola * GRAZIE * è nella bocca di tutti, e dire grazie sembra una cosa facile, sa che anche i cattivi la dicono.  Ma dire grazie quando ricevi un torto, un dispiacere è costa sacrificio, costa vita. Saper dire grazie a chi ti disturba è un segno che hai un cuore grande,...
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Ombre del superbo

  Tutte le cose sotto il cielo hanno le ombre, e nessuna può saltare la propria ombra.  Esistono, però le ombre, per chi desidera di non averle, non solo saltare oppure scanzonare la sua presenza , ma addirittura può eliminare per sempre. Chi è davvero vuol vivere in umiltà, con l'aiuto...
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Essere un gigante

Esistono delle persone che cercano  a tutti costi apparenza, vogliono sempre diventare più grande, più alto, più visibile da tutti. Non  rendono conto che diventando più alto, di conseguenza fanno l'ombre a tutti i vicini che sono più bassi. Queste sono le persone malatte di...
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Sei un cristiano ???

Non è concepibile un cristiano che non preghi. Per chi ha fede, pregare è un bisogno. L'uomo che prega è sereno, non si lascia prendere dalla sfiducia,  non si smarrisce nella prova, si sente sempre vicino a Dio. Ogni uomo cerca la pace e la felicità. La preghiera è una esperienza che dà...
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Chiedi a Gesù la docilità...

O Gesù Redentore, io mi consacro a te, per essere una cosa sola con te, tu in me e io in te. Sei tu che vuoi vivere, amare e operare in me, come la vite che produce molto frutto nel tralcio. Ch'io mi lasci fare da te, con la massima fiducia e docilità. Per questo tu mi comandi di diventare piccolo,...
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SACRO CUORE DI GESU'

UN SOLDATO TRAFIGGE  IL  CUORE DI GESU'  ( Giovanni 19, 31-37 )

Il brano del Vangelo inizia con la menzione della Pasqua dei * guidei * e con una richiesta a Pilato. Tale episodio ha per l'evangelista un'importanza straordinaria. Il cuore del brano evangelico è trafittura del costato, da cui sgorgano sangue e acqua. Da notare nel racconto il cumulo dei simboli; il sangue che raffigura la morte, simbolo dell'amore fino all'estremo; l'acqua, da cui deriva la vita, è simbolo dell'amore dimostrato e comunicato. 

Nel contesto della Pasqu tali simboli indicano il sangue dell'Agnello che vince la morte e l'acqua la fonte che purifica. La carica simbolica del racconto vuole evidenziare che quest'amore ( sangue ) salva dando la vita definitiva ( acqua-Spirito ). Quanto l'evangelista ha visto, è il fondamento della fede. Il racconto è così articolato. Innanzitutto l'obbligo del riposo festivo del giorno dopo la Pasqua provoca la richiesta fatta a Pilato che i corpi vengano tolti, segue la scena che si svolge sulla croce, in cui un soldato trafigge il Costato di Gesù; infine la testimonianza dell'evangelista, basata sulla legge e sui profeti.

IL  RIPOSO  FESTIVO  E  LA  RICHIESTA  A  PILATO

I dirigenti giudei, in forza della purezza legale richiesta dalla Pasqua ormai imminente e preoccupati che l'esecuzione della morte di Gesù potesse profanare il giorno del sabato o la stessa festa di Pasqua, * chiesero a Pilato affinchè facesse spezzare loro le gambe e li facesse togliere *. Essi non pensano minimamente che la loro Pasqua è stata sostituita da quella di Gesù. Significativa è la menzione dei corpi. Non solo quello di Gesù ma anche di quelli crocifissi con lui. Come ad esprimere la solidarietà di Gesù verso quelli che sono crocifissi con lui e verso ogni uomo. 

Il corpo di Gesù sulla croce che lo rende solidale con tutti gli uomini, è per l'evangelista il santuario di Dio. I corpi dei crocifissi non potevano restare sulla croce il giorno di sabato, era in gioco la preparazione della festa più solenne della tradizione ebraica. Ma ugualmente la festa sarà privata del suo contenuto tradizionale, sostituito da quello della morte e risurrezione di Gesù.

I giudei rivolgono a Pilato delle richieste concrete; vengano spezzate le gambe ai corpi dei crocifissi perchè si acceleri la loro morte e venga tolto l'ingombro che essi rappresentano in questo particolare momento. Nessuna di queste richieste si realizza nei confronti di Gesù; i soldati non gli spezzeranno le gambe, nemmeno lo toglieranno dalla croce.

 IL  COSTATO  TRAFITTO

Difatti, i soldati spezano le gambe a coloro che sono con Gesù, ma giunti da Gesù, vedendolo * che era già morto, non gli spezzarono le gambe *. E' significativo che i soldati spezzino le gambe ai crocifissi con Gesù. Essi che sono vivi, ora che è morto Lui, possono morire anche loro. E' come dire che Gesù precedendoli con la sua morte ha aperto loro la via verso il Pdrae, ed essi lo possono seguire. Affermando che non gli spezzarono le gambe, l'evangelista sembra dire; Nessuno può togliere la vita a Gesù, egli l'ha data di propria iniziativa . 

Uno dei soldati, con una lancia, gli trafisse il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Il lettore si trova sorpreso dal gesto del soldato, perchè se era già morto, quale la necessità di trafiggerlo ?? Evidentemente l'ostilità continua dopo la morte; la trafittura con la punta della lancia vuole distruggerlo per sempre. Questo gesto di odio permette a Gesù di dare amore che produce vita. Il fatto è di un'importanza eccezionale e possiede una grande ricchezza di significato. Il sangue che esce dal costato trafitto di Gesù simboleggia la sua morte, che egli accetta per salvare l'umanità; è espressione della sua gloria, del suo amore fino all'estremo; è la donazione del pastore che si dona per le pecore; è l'amore dell'amico che dà la vita per i suoi amici. 

Questa estrema prova d'amore, che non si arresta davanti al supplizio della morte in croce, è oggetto di contemplazione per noi. Dal suo costato trafitto sgorga l'amore, che al tempo stesso è inseparabilmente suo e del Padre. Anche l'elemento dell'acqua che sgorga rappresenta, a sua volta, lo Spirito, principio di vita. Il sangue e l'acqua evidenziano il suo amore dimostrato e il suo amore comunicato. L'allusione ai simboli dell'acqua e del vino nelle nozze di Cana è palese; è giunta l'ora in cui Gesù dà il vino del suo amore. Ora hanno avuto inizio le nozze definitive. La legge dell'amore estremo è sincero che egli manifesta sulla croce, ribadita nel suo comandamento, * come io vi ho amati, cosi amatevi anche voi gli uni gli altri *, viene infusa nel cuore dei credenti con lo Spirito. 

Il proggetto divino dell'amore viene completato in Gesù nel fluire del sangue e dell'acqua; ora si attende che si realizzi il completamento negli uomini. In tale completezza l'uomo sarà aiutato dallo Spirito che sgorga dal costato trafitto di Gesù che, trasformandolo in uomo nuovo, gli darà la capacità di amare e di diventare figlio di Dio.

 

 

 

 

 

 

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GESU' EUCARISTIA

Il Signore Gesù, porgendo ai suoi discepoli il pane e il vino, disse; Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. L'Eucaristia è l'estenzione della perpetuità dell'incarnazione. In essa si realizza ogni volta sacramentalmente le venuta di Gesù e la sua presenza salvifica. L'amore non solamente reclama la presenza dell'amato, ma vuole la durata e la continuazione. 

La lampada, che sempre arde, manifesta l'eterna presenza di Dio in seno all'umanità. * Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo * Gesù istituì l'Eucaristia per manifestare l'immenso amore che ti porta, ricordandoti la sua passione. In essa ha effuso tutte le ricchezze del suo cuore; e questo nella notte in cui veniva tradito. 

Il piano dell'amore infinito che ti vuol unire a Dio, trova nell'Eucaristia la massima realizzazione. L'Eucaristia è il compendio dell'amore di Dio per la nostra salvezza. L'istituzione dell'Eucaristia è la più grande meraviglia operata da Gesù. Gli altri miracoli furono limitati al tempo e allo spazio. Questo miracolo si ripete attraverso i secoli e in tutti i luoghi. Gesù diede ai suoi apostoli il potere di compiere questo miracolo; Fate questo in memoria di me. Stupenda meraviglia è quindi il miracolo dell'Eucaristia, quel Dio che il mondo non può contenere si fa prigioniero d'amore nei nostri tabernacoli.

Non potrai capire nulla del cristianesimo e tanto meno dell'Eucaristia se non ti metti dalla parte dell'amore. Non soffermarti a voler comprendere coem Gesù sia presente. Altra è la dimensione della scienza, altra quella dell'amore. 

Considera la sublime umiltà del Signore dell'universo che per tuo amore si nasconde sotto le apparenze di poco pane. In nessun altro mistero Gesù ti spinge ad amarlo come in questo sacramento. L'Eucaristia è l'anticipazione del dono totale di Gesù, realizzato sulla croce per la nostra salvezza. E' il compendio e la somma della nostra fede. 

E' il sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, anticipazione della gloria del cielo. Ciò che l'alimento materiale produce nella tua vita fisica l'Eucaristia lo realizza in modo mirabile nella tua vita spirituale. 

Dio che ha creato dal nulla tutte le cose a maggior ragione può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste. Il tabernacolo è il cuore della comunità dei credenti; è lì che devi attingere il calore della carità verso Gesù e i fratelli. 

 

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DIO UNO E TRINO

Nella Bibbia Dio riceve molti nomi e molti titoli che esprimono ciò che egli significa o può significare per noi. Il nome proprio di Dio è  YHWH. Questo nome appare giò nella seconda narrazione della creazione, nella Genesi ( Gen 2, 4 ). Ma il suo significato profondo ( risultato di una lunga convivenza attraverso i secoli, e passato anche per la * notte oscura * della crisi dell'esilio in Babilonia ) è descritto nel libro dell'Esodo in occasione della vocazione di Mosè ( Es 3, 7-15 ). La convivenza con Dio lungo i secoli diede significato e densità a questo nome di Dio. 

Dio disse a Mosè; Io sono colui che sono, sarò con voi, in mezzo a voi. Dio è con noi, sul nome di Dio con noi, cioè della presenza di Dio in mezzo a noi, espressa dal suo stesso nome Jahvè; Egli è in mezzo a noi.

Con la morte e risurrezione di Gesù, Dio aprì un nuovo orizzonte; ci mostra il suo volto e ci attrae a sè. San Paolo nella lettera ai Filippesi proclama; Gesù ha ricevuto un nome che è al di sopra di ogni altro nome, perchè nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cilei, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. 

Nel giorno di Pentecoste Pietro terminò il suo primo annuncio rivelando la grande scoperta che l'esperienza della risurrezione aveva significato per lui; Che tutto il popolo sappia ; Dio ha costituito Gesù Cristo Signore. Gesù morto e risorto è la rivelazione che Dio, lo stesso di sempre, è continua ad essere ( Adonai, Kyrios, Signore ), presenza intima, amica e liberatrice in mezzo al suo popolo, vincitore di ogni barriera, anche della propria morte. A partire da Gesù e in Gesù, il Dio dei padri, che sembrava tanto distante e severo, acquistò i tratti di un Padre buono, pieno di tenerezza. Abba !! Padre nostro ! Per noi cristiani, la cosa più importante è dare la testimonianza; che Gesù è lo stesso Dio. Dio si fa conoscere in Gesù. Gesù è la chiave per una nuova lettura dell'Antico Testamento. Egli è il nuovo Nome di Dio. 

Questa nuova rivelazione del Nome di Dio in Gesù è frutto della totale gratuita dell'amore di Dio, della sua fedeltà al proprio Nome. Questa fedeltà giunge a noi, grazie all'obbedienza totale e radicale di Gesù; Obbediente fino alla morte, e alla morte di Croce.  Gesù giunse a identificarsi in tutto con la volontà di Dio. Il mio cibo è fare la volontà di Dio.

                                                IL  MISTERO  DELLA  TRINITA'

Il mistero della Trinità ci fa cosi intuire che in Dio vi è un oceano sconfinato e inesauribile di bontà, di amore, di fecondità, di vita.  Gesù è venuto non solo a manisfestarci il mistero della Trinità ma anche a metterci in rapporto con essa. Lui stesso l'ha promesso; Se uno mi ama... il Padre mio l'amerà e verremo a lui e prenderemo dimora di lui. 

Quale degnazione di amore e quale impegno di corrispondenza si richiede da parte nostra...?? Di fronte a questo altissimo mistero chiniamo il capo e adoriamo in silenzio la Trinità eterna, abisso di tutte le perfezioni.

                                             L'AMORE DELLA TRINITA                         

Pur nella grandezza del suo mistero infinitamente distante da noi, povera creatura, la Trinità ha voluto chinarsi su di noi per redimerci, santificarci e renderci partecipe della sua natura divina e della sua beatitudine. Il Padre e lo Spirito Santo ci ha amato fino a darci il Verbo; il Padre e il Verbo ci hanno amato fino a darci lo Spirito santo. L'amore di Dio verso di noi, culmina con l'invio dello Spirito Santo, esso costituisce nella Pentecoste la pienezza del dono di Dio, che deve condurre a termine l'opera della nostra santificazione. 

Questo dono, iniziato col Battesimo e rinnovato con la Confermazione. La Trinità è la fonte di tutti i beni, da lei tutto proviene. Dio Padre ha talmente amato il mondo da dare per esso il Figlio Unegenito, si è incarnato ed morto sulla croce, lo Spirito Santo si è degnato di scendere nel nostro cuore per comunicarci la carità di Dio e farci partecipe della vita divina. 

La carità del Padre e la grazia del Figlio ci vengono comunicate dallo Spirito Santo che le diffonde nel nostro cuore. Tutto ciò deve far sorgere nel nostro animo un profondo sentimento di lode, ringraziamento, adorazione. Non solo dobbiamo lodare la trinità per le immense grazie che ci ha elargito ma anche per se stessa e in se stessa. L'immensa opera della creazione e l'amorosa opera della redenzione, tutto è dono della Trinità; d'altra parte tutto è ordinato alla gloria della Trinità. 

Nessuna opera glorifica la Trinità più della Incarnazione del Verbo, Dio, nella sua bontà infinità ha voluto che la sua gloria coincidesse con il nostro bene e la nostra felicità; e da parte nostra dobbiamo procurare che la nostra felicità coincida con la gloria di Dio. 

 

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LO SPIRITO SANTO OPERA DENTRO DI TE

Lo Spirito Santo è stato effuso su di te abbondantemente mediante Gesù Cristo, con il lavacro di rigenerazione e con l'imposizione delle mani. Nato al mondo nelle condizioni di terrestre, il sacro fonte, reso fecondo dallo Spirito, ti ha partorito alla condizione di celeste ( cf Rm 6, 4 ). Dio per ricondurre l'uomo alla sua condizione primitiva, gli concesse il dono dello Spirito; non era infatti possibile che l'uomo in altro modo tornasse a un posesso duraturo dei beni ricevuti. 

La consumazione dell'opera di Gesù è il dono dello Spirito. Possedendo lo Spirito, nulla al mondo ti può condurre alla perdizione, poichè Dio si è donato a te, e tut vivi in lui. Per mezzo della fede lo Spirito purifica col fuoco la tua anima e dona al tuo spirito la libertà dei figli di Dio. Dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà. Il suo possesso è per te caparrà dell'eredità futura. Se egli abita in te, Dio per mezzo suo ridarà la vita al tuo corpo mortale. Se semini nello Spirito, dallo Spirito raccoglierai vita eterna. 

Lo Spirito Santo è anzitutto Spirito di verità. Egli ti introduce per tutta intera la verità. Ti fa comprendere, al di là della lettera, l'intimo senso della Scrittura. Non ti insegnerà la sapienza umana che è stoltezza davanti a Dio, ma la sapienza divina, introducendoti nei segreti di Dio. Nessuno infatti conosce le cose di Dio fuorchè lo Spirito. 

Beato te se sarai ammaestrato dallo Spirito. I suoi insegnamenti illuminano la mente e trasformano l'animo più di mille maestri e mille libri. Non credere di poter amare Dio senza l'aiuto dello Spirito; solo lui effonde nel tuo cuore l'amore di Dio. Non sperare di giungere alla perfezione con le sole tue forze. Il rinnovamento del tuo spirito non può realizzarsi se non con l'aiuto della sua luce e della sua potenza. Se hai fiducia nelle tue opere Dio ti lascerà a te stesso, alla tua rovina. Lo Spirito Santo scende sugli umili e rifugge dai superbi. Lasciati condurre dallo Spirito. 

Per aver creduto più alle opere che alla fede in Cristo, Israele venne riprovato, e Dio si rivolse a un popolo che non era un popolo. Beato te se sarai compreso della tua debolezza, poichè agirà in te la potenza dello Spirito. Il dono dello Spirito l'hanno coloro ai quali Dio l'ha concesso, non coloro che pretendono di averlo. Col soffio della vita divina lo Spirito Santo pervade il tuo pellegrinaggio terreno e suscita nel tuo cuore un profondo anelito alla santità. Come dolce ospite dell'anima egli dimora nell'intimo del tuo essere pur permanendo immutabile nella sua assoluta trascendenza. E' la sorgente e la forza dinamica del tuo rinnovamento spirituale.

Vivi in Dio, secondo lo Spirito e pensa alle cose dello Spirito. Vivendo l'intima relazione con Dio nello Spirito Santo comprenderai in modo nuovo anche te stesso. Sotto l'influsso dello Spirito scoprirai la dimensione divina del tuo essere. Sii fedele all'opera dello Spirito Santo in te, e non preoccuparti che ti manchino le sue ispirazioni. Ogni giorno egli ti darà la tua misura di manna. 

 IL  DONO  DELLO  SPIRITO  SANTO 

Siamo tutti figli dello stesso Padre, membra dello stesso Corpo, tempio dello Spirito Santo. Espressione di questa unione è l'assemblea liturgica, sua attuazione è l'essercizio della carità, il comandamento che comprende tutti gli altri. 

Pur nella varietà dei suoi doni lo Spirito Santo produce l'unità e stimola la carità. Non infrangere la carità perchè tu non abbia a contristare lo Spirito di Dio che abita in te. Se sarai animato dallo Spirito, egli sostituirà in te il dono delle lingue con quello dell'amore, linguaggio da tutti inteso e non meno potente per unire gli animi tra loro. 

  Cammina secondo lo Spirito e lasciati guidare da Lui. I suoi frutti sono carità, gioia, pace, longanimitàm benignità, bontà, fedeltà, mitezza, temperanza. L'anima ripiena di virtù e di umiltà dà certa prova che in essa è presente la Spirito Santo. Se correrai dietro all'amore delle cose mondane non avrai le consolazioni celesti. Le soavità dello Spirito sono incompatibili con le gioie fittizie del mondo. Se lo Spirito Santo toccherà la tua mente, si accenderà in te un desiderio di eternità, non gusterai più se non le cose celesti. 

La vita spirituale comporta una trasformazione continua sotto l'azione dello Spirito. Quando lo Spirito Santo si impossessa di un'anima, essa prende le decisioni più eroiche con la massima semplicità e soavità. Lo Spirito Santo è come una pioggia che scende sulla terra arida dell'anima perchè porti frutto. Come illuminato dalla luce il tuo occhio vede cose che prima non vedeva. Così illuminata dallo Spirito la tua anima vedrà cose che prima nelle tenebre non conosceva, Se mancherai di questa luce i più bei discorsi non serviranno a nulla. Se l'influsso dello Spirito Santo interverrà nel tuo spirito, i misteri principali della tua fede cesseranno di essere verità astratte per divenire vitali e orientatrici di tutta la tua vita. 

Lo Spirito Santo è lo Spirito dell'amore, tra il Padre e il Figlio, che unisce il Padre e il Figlio in una beatitudine eterna, egli ti insegnerà a vivere nell'intimità con Dio. Persona spirituale è colei che è mossa dallo Spirito per mezzo della comunione con lui. Lo Spirito Santo è il maestro interiore. E' lui che ti rende santo e apostolo. Se ti lascerai guidare da lui crescerà in te il desiderio della perfezzione. Non farai progresso spirituale se non aprendoti allo Spirito Santo. E' lui infatti che ti permette di comprendere i disegni di amore del Padre. Egli ha mandato lo Spirito Santo perchè sia in te sorgente inesauribile di luce. Se sarai posseduto dallo Spirito Santo gusterai il sapore della preghiera, tanto da trovare il tempo sempre troppo breve, e non perderai mai la santa presenza di Dio. Guidato dallo Spirito Santo non farai fatica a distaccarti dai beni di questo mondo. 

              SOLO CON L'AIUTO DELLO SPIRITO SANTO POTRAI FARE DEL BENE 

Non credere di fare alcunchè di bene senza l'aiuto dello Spirito. Coloro che Dio sceglie per le sue opere di salvezza li riempie di Spirito Santo, pur conservando in essi un profondo senso della propria miseria. Lo Spirito del Signore si posi su di te, per una missione di bene, come un giorno si posò su Davide, Maria Santissima, gli apostoli. La tua unzione per questa missione non è di olio ma di di Spirito Santo. 

Se vuoi comunicare Cristo agli altri devi prima concepirlo in te stesso per opera dello Spirito Santo. Se sarai animato dallo Spirito, farai miracoli nel nascondimento, ma se non agirai sotto la guida dello Spirito potrai fare un gran chiasso senza combianr nulla. Sarai  illuminiato per gli altri solo se sarai luminoso per la presenza in te dello Spirito Santo. Come i corpi a contatto con la luce diventano luminosi cosi la tua anima, illuminata dallo Spirito, rifletterà sugli altri la grazia. Non temere di proporre nella sua interezza il messaggio evangelico, poichè lo Spirito Santo inviterà il cuore di chi ti ascolta a dare il proprio assenso. 

Le tue parole saranno feconde nella misura in cui sarai ripieno di Spirito Santo. La parola di Dio è spada dello Spirito che penetra nel cuore di chi ascolta. Lo Spirito ti ispirerà a esprimerti e ti insegnerà a suo tempo ciò che dovrai dire. Egli confermerà  la tua parola con la potenza della sua opera perchè la fede non si fondi sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.  Se la tua parola non è animata dallo Spirito Santo, è lettera morta; e come potrà un morto dare vita alle anime ?? Sii un'anima di Dio, e lo Spirito Santo parlerà in te. Se lo Spirito agisce col suo influsso, anche la più semplice parola penetra nell'anima e la sconvolge. Ma se lo Spirito non agisce, anche le più belle parole e il discorso più convincente resterà aria che batte i timpani, acqua che scorre sulla superficie dell'anima come sul marmo. 

 

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COME IL PADRE HA AMATO ME,...........................

IL COMANDAMENTO DI GESU' ( Giovanni 15,9-17)

RIMANETE NEL MIO AMORE;

Le parole di Gesù a poca distanza dalla sua glorificazione indicano alla Chiesa il significato della sequela e le sue esigenze. Sono parole forti, rispecchianti la gloria di Colui che si consegnerà e donerà di propria iniziativa la sua vita per la salvezza del mondo. ma sono anche parole accorate, e perciò semplici, essenziali, vicine, concatenate, tipiche di un discorso di commiato dove la ripetizione diventa appello dolcemente pressante. Essere discepoli del Cristo è innanzitutto un dono; è Lui che ha scelto i suoi, è Lui che ha rivelato loro la sua missione e sta rivelando il grande * retroscena * del progetto di salvezza; il volere del Padre, l'amore tra il Padre e il Figlio che ora si comunica agli uomini. I discepoli adesso conoscono, a differenza del passato dei primi passi della storia della salvezza e del presente di coloro che si sono chiusi scegliendo di non comprendere il valore delle opere compiute dal Figlio per volontà del Padre; questa loro conoscenza donata chiede e chiederà delle opzioni conseguenti per non rimanere una vuota quanto sterile pretesa. Rimanere nell'amore di Gesù e osservare i suoi comandamenti è innanzitutto una rivelazione , il dono di una possibilità suprema che libera l'uomo dalla condizione tipica dell'amicizia. Rimanere nel suo amore è quello che i Sinottici chiamerebbero il * regno di Dio * nuova situazione nella storia prima ferita dal peccato e ora liberata. 

Nella cultura ebraica l'osservanza dei comandamenti era legata ad una precettistica che scendeva spesso nei particolari anche minimi; tutto ciò aveva ed ha un suo valore, testimoniando così lo sforzo di fedeltà a Dio da parte dei israeliti; il rischio però, comune a tutte le realtà umane, era quello di perdere di vista l'iniziativa di Dio enfatizzando la risposta umana. Gesù nel vangelo di Giovanni ripristina ripristina e perciò rinnova il campo semantico della * legge * e dei * comandamenti * con il concetto di * amore * e con l'invito a * rimanere * Egli rinnova e personalizza, in quanto annuncia e mostra l'amore del Padre dando la vita per salvare il mondo; è amore che rivela la sua qualità non in astratto, ma nel volto concreto e incontrabile del Cristo che ama * sino alla fine * e vive in prima persona l'amore più grande. Più volte Gesù ha descritto il suo rapporto col Padre, il fatto che egli si ponga quì sotto il segno dell'obbedienza al Padre, qualifica l'obbedienza stessa; essa è l'obbedienza non di un servo, ma del Figlio ; e l'opera da compiere, i * comandamenti del Padre mio *, non sono qualcosa di esterno a Gesù, ma ciò che Lui conosce e desidera con tutto se stesso. Il verbo che era presso il Padre è sempre con Lui a fare le cose che gli sono gradite in una comunione di operatività che genera vita. Ed è proprio questo che Gesù chiede ai suoi discepoli, tenedo conto che quel * come Padre ha amato ... come io ho amato voi * non rimane a livello di esemplarità, ma si pone a livello fontale, generativo; è l'amore del Padre la sorgente dell'amore espresso dal Figlio , è l'amore del Figlio la sorgente dell'amore che i discepoli potranno dare al mondo. 

Conoscenza e prassi sono dunque intimamente legate nella prospettiva del * vangelo spirituale *, così come è stato definito il vangelo di Giovanni fin dai tempi dei Padri della Chiesa. La fede stessa, quando è autentica, non sopporta dicotomie nei confronti della vita.

I discepoli appaiono in questi versetti come oggetto della cura premurosa del loro maestro; egli non si dimenticherà di loro neppure nell'imminenza della prova, quando pregherà il Padre per loro e * per quelli che per la loro parola crederanno...* All'orizzonte dell'ascolto, dell'accoglienza e dell'impegno c'è la loro gioia, che è la stessa del loro maestro. E' Lui che li ha scelti, con quei criteri che solo Dio conosce, una elezione che ricorda la scelta di Israele, il più piccolo di tutti i popoli, è Gesù che li costituiti, li ha istruiti, resi forti; tutti ciò assume un significato ancora più intenso se letto alla luce della Pasqua e della Pentecoste; sembra un paradosso, ma è proprio, ma è proprio questo a cui sono chiamati, essere saldi , rimanere eppure andare. Saldezza e dinamicità la cui fonte è ancora il mistero di Dio, per il quale il Verbo era presso il Padre eppure ha posto la sua tenda in mezzo a noi. 

Essere costituiti in saldezza, andare e portare frutto duraturo definisce così il compito dei discepoli dopo la Pasqua del Signore Gesù; ma tutto ciò è posto nei nostri versetti come legato all'invito a chiedere al Padre nel nome di Gesù. Dal Padre, in Cristo e con la forza del Consolatore è attesa dunque la grazia per amare e, amando, testimoniare. 

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IO SONO LA VITE VERA

RIMANETE IN ME E IO IN VOI ( Giovanni 15, 1-8 ) 

RIMANERE E PORTARE FRUTTO

La scelta è chiara; rimanere nel Cristo e portare frutto, o morire senza portare frutto. E' rimanere in Cristo significa perseverare, aggrapparsi a lui, quali che siano le situazioni, le difficoltà, le prove che si stanno vivendo. 

Rimanere è essere fedeli. Rimanere in Cristo è anche custudire il suo comandamento; Amatevi gli uni gli altri. Un amore che trova il suo fondamento nell'amore stesso di Cristo, rimanere in Cristo è, infine, rimanere nella Chiesa, il suo corpo. La Chiesa comunità dei credenti. La Chiesa luogo dove la vita si muove nella linea del dono e del servizio, anche se in essa è presente il peccato e la debolezza degli uomini. 

Il senso del * rimanere * sta nel portare frutto. Oggi per i cristiani deve essere forte la coscienza dei problemi sociali e sempre maggiore l'impegno nella giustizia . Il magistero della Chiesa ha tante volte parlato di * promozione umana * e forse è proprio in questa indicazione che il credente può trovare il fine del suo stare tra la gente, laico nel mondo. 

Portare frutto innanzitutto garantire ad ogni persona il rispetto della sua dignità e il rispetto dei diritti che ne scaturiscono. Prima di essere un servizio concreto, l'impegno cristiano è un modo di pensare l'uomo, di considerare la persona umana; ogni uomo è mio fratello !! Il prossimo va considerato * un altro se stesso * . Tutte le persone e tutta la persona, cioè in tutte le sue componenti fisiche, intellettuali, devono crescere in pienezza, perchè si realizzi la somiglianza con il Creatore, che ha impresso la sua immagine in ogni creatura. 

Portare frutto è combattere ogni forma di disugualianza, perchè tutte contrarie alla giustizia sociale, all'equità, alla dignità della persona umana, alla pace.

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L'UNIONE CON DIO

Stai unito a Dio, sia mediante l'orazione, sia mediante l'azione. Nessuna intensità di lavoro valga a distoglierti da Dio. Tutta la tua vita deve essere unita al Signore. Duvunque ti trovi puoi sempre fare un desrto attorno a te perchè la tua unione con Dio non sia turbata. I rumori del mondo sfìorino appena la superficie del tuo cuore, poichè nel profondo non c'è altro che Dio. Fà che il luogo dove solitamente dimori sia vuoto di tante cose inutili ma pieno di Dio. Non c'è unione con Dio senza il silenzio interiore. Entra nel tuo abisso interiore, disimpegnandoti da tutto ciò che non è Dio. Se vivrai l'unione con Dio non ti sentirai mai solo; desideerai anzi la solitudine per intrattenerti con l'ospite divino. Abbandona tutto per possedere colui che è tutto. Se non sarai distaccato da tutto e da te stesso non raggiungererai mai la vera unione con Dio.

Avrai raggiunto una grande unione con Dio quando ti sarà di conforto la solitudine e ti annoieranno profondamente le conversazioni mondane.

La vera unione con Dio non distrugge i tuoi impegtni, anzi li perfeziona. Quanto più diventerai spirituale e unito a Dio tanto più desidererai il distacco da tutte le cose e crescerà in te la brama di abbandonare questo misero mondo per andare a vedere il Signore. 

Quanto più ti sarai unito  a Dio con tutto te stesso godrai molta pace e quiete interiore, tanto che ti sembrerà di non mancare di nulla, poichè verrà in te il Re dell'universo e scaccerà dalla tua anima le preoccupazioni terrene.Quanto più ti unirai a Dio diventerai tanto più grande e tanto più umile, la tua opacità umana si farà trasparente, così che gli uomini attraverso te potranno vedere il Signore. 

Se avrai assaporato le dolcezze di Dio, riterrai immondizie quelle della terra. La felicità che danno le gioie del mondo impallidisce di fronte alla delizia che reca all'anima l'unione con Dio. La dolcezza dell'unione con Dio ti farà cambiare in amarezza tutte le cose esteriori. E' nell'intimo del tuo cuore che Dio ti insegna la sapienza. 

Dio ti ha creato simile a sè per unirti a sè nell'amore. Solo l'amore è quello che unisce e congiunge l'anima con Dio. Vivi unicamente per Dio e sii totalmente suo; la tua vita sia tutta immersa, perduta, nascosta con Cristo. Se credi che c'è un Dio non puoi fare altrimenti che vivere solo per lui. 

Prega Dio che nel suo amore infinito assorba il tuo piccolo nulla e lo unisca a sè. Stare da solo con Colui che ami, è un cielo anticipato.

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GESU' E' IL BUON PASTORE

IO SONO IL BUON PASTORE ( Giovanni 10, 11-18 )

In Palestina, la sopravvivenza della gente dipendeva dall'allevamento del bestiame; capre e pecore. L'immagine del pastore che guida le sue pecore al pascolo era da tutti conosciuta, come oggi conosciamo l'immagine del conducente di autobus. Era normale usare l'immagine del pastore per indicare la funzione di colui che governava e conduceva il popolo. I profeti criticavano i re perchè erano pastori che non si occupavano del loro gregge e non lo conducevano a pascolare. Questa critica dei cattivi pastori aumentò e giunse a un punto culminante quando per colpa dei re il popolo fu deportato in esilio. 

Di fronte alla frustrazione sofferta a causa dell'attuazione dei cattivi pastori, sorge il desiderio di avere Dio come pastore, desiderio così ben espresso nel salmo; * il Signore è il mio pastore, non manco di nulla *. I profeti sperano che, nel futuro, Dio stesso venga a guidare il suo gregge, come un pastore. E sperano che questa volta la gente sappia riconoscere la voce del suo pastore ; Ascoltate oggi la sua voce .Sperano che Dio venga in qualità di Giudice che pronuncerà il giudizio tra le pecore del gregge. Sorgono il desiderio e la speranza che, un giorno, Dio suscitì buoni pastori e che il Messia sia un buon pastore per il popolo di Dio. 

Gesù realizza questa speranza e si presenta come il buon pastore, diverso dai briganti che, prima di lui, avevano rubato al popolo. Si presenta anche come il Giudice del popolo che, alla fine, emetterà la sentenza come il pastore che separa le pecore dai capri. In Gesù si realizza la profezia di Zaccaria che dice ; che il buon pastore sarà perseguitato dai cattivi pastori, infastiditi dalla sua denuncia; Percuoti il pastore e sia disperso il gregge. 

Gesù definisce la meta da raggiungere ; un solo gregge, un solo pastore. Gesù apre l'orizonte e dice che ha altre pecore che non sono di questo gregge. Ancora non hanno udito la voce di Gesù, ma quando l'udiranno, si renderanno conto che lui è il pastore e lo seguiranno. Chi farà ciò, e quando avverrà ?? Siamo noi, imitando in tutto il comportamento di Gesù, Buon Pastore.

 

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PACE A VOI

GESU'  APPARE  AGLI  APOSTOLI  ( Luca 24, 53-48 )

AIUTO PER LA RIFLESSIONE ;

-  Era accaduto lungo la via; l'avevano riconosciuto; Quanti momenti di grazia lungo la via della nostra esistenza ?? Lo                  riconosciamo mentre spezza con noi il pane del presente nella locanda del farsi sera ??

-  Gesù in persona stette in mezzo a loro. Guardate e toccate; Sono proprio io !! Tocchiamo con mano i doni della libertà nella      persona del Cristo vivente e nella frazione dello stare insieme ??

-  Sconvolti e pieni di paura credevano di vedere un fantasma; Quale Dio ci affascina ?? Il Dio dell'imprevedinile che è sempre      al di là del nostro piccolo mondo oppure il Dio * fantasma * del nostro desiderio onnipotente ??

- Per la gioia non credevano ancora; E' la gioia il nostro bastone di viaggio  ?? Vive in noi il senso dell'attesa o ci muoviamo         nelle ombre della rasseganzione ??

- Apri loro la mente per comprendere le Scritture; Dov'è la creatura immagine nel nostro cercare ? Abbiamo fatto della Scrittura   la nostalgia di una Parola lasciata andare come brezza dell'Amore eterno tra i rami del dolore umano ??

RIFLESSIONE

Gesù nell'incotro personale con gli uomini ha offerto la sua presenza benevola, e atteso che i semi della parola e della fede germogliassero. L'abbandono degli apostoli, il rinnegamento di Pietro, l'amore della peccatrice, la chiusura dei farisei non lo hanno scandalizzato nè turbato. Sapeva che non sarebbe andato perduto ciò che aveva loro detto e proposto, e infatti dopo la Pentecoste gli stessi uomini vanno davanti al sinedrio senza timore per affermare che è necessario obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, Pietro predica apertamente fino a morire su una croce come il suo Maestro, le donne sono mandate come tesimoni della risurrezione agli apostoli, e un fariseo figlio di farisei, Paolo di Tarso, diventa apostolo delle genti.

Se non puoi, uomo, sottrarre al vivere quotidianamente la morte di te stesso, non devi però dimenticare che la risurrezione si cela nelle tue piaghe per farti vivere di lui, fin d'ora. Nel fratello che per te può essere sepolcro di morte e di fango, croce, troverai la vita nuova. Sì, perchè il Cristo risorto assumerà le sembianze dei tuoi fratelli; un viandante, un uomo sulla riva del lago... Quando saprai accogliere la * sfida * di Pilato che penetra i secoli e non accetterai lo scambio proposto perchè avrai imparato nelle notti dell'abbandono che non puoi barattare la tua vita di brigante, tu che porti indegnamente il suo nome ; Bar-Abba, figlo del Padre, con la vita di Gesù, l'unigenito Figlio del Dio vivente, il Signore della vita e della morte.. allora griderai anche tu come l'apostolo Tommaso nello stupore della fede; * Mio Signore e mio Dio * , mio Dio e mio tutto, e non tramonterà più all'orizzonte delle tue giornate la bellezza dell'esultanza.

CONTEMPLAZIONE 

Signore, donaci la tenacia del camminare verso le vette, alla luce dell'unica Parola che salva.

Come sorella di sangue, di quel sangue che ci rende tutti fratelli, io resto qua,

accanto alla tomba di ogni morte interiore per incamminarmi come viandante 

nei sentieri del non senso e inoltrarmi nei sentieri dell'amicizia e dell'incontro.

Voglio oggi condividere la meraviglia dell'amore umano, 

la gioia delle persone meravigliose che mi vivono accanto non nella periferia della loro esistenza,

ma nei loro varchi segreti, lì dove il loro cuore abbraccia l'Assoluto di Dio.

Grazie a te, che mi doni il suo volto risorto, per il tuo cuore innamorato della vita e baciata dall'Eterno.

Grazie a te per la tua libertà da esploratore che si immerge negli abissi dell'Essenziale. 

Dio del deserto che si fa giardino, possa io essere sempre una piccola fiamma accesa nel buio della ricerca umana, 

un calore che si espande lì dove il gelido vento del male distrugge 

e distoglie dagli orizzonti della Verità e della Bellezza per narrare al mondo la stupenda avventura dell'amore umano risorto,

quell'amore che sa morire per incarnare il sorriso di Dio.

 

Continua...

SE CRISTO NON E' RISORTO E' VANA LA NOSTRA PREDICAZIONE....

LA MISSIONE DEI DISCEPOLI E LA TESTIMONIANZA DELL'APOSTOLO TOMMASO ( Gv 20, 19-31 )

Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi.

Gesù è il primo missionario, * l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo. Dopo l'esperienza della croce e della risurrezione si attualizza la preghiera di Gesù al Padre. Non si tratta di una nuova missione, ma della stessa missione di Gesù che si estende a coloro che sono suoi discepoli, legati a lui come il tralcio alla vite, cosi anche alla sua Chiesa. Il Figlio eterno di Dio è stato inviato perchè il mondo si salvi per mezzo di lui, e tutta la sua esistenza terrena, di piena identificazione con la volontà salvifica del Padre, è una costante manifestazione di quella volontà divina che tutti si salvino. Questo progetto storico lo lascia in consegna ed eredità a tutta la Chiesa e, in maniera particolare, all'interno di essa, ai ministri ordinati

Abbiamo visto il Signore , ma Tommaso non crede.

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo. Tommaso non riesce a credere attraverso i testimoni oculari. Vuole fare lui l'esperienza. Tommaso è disposto a credere, ma vuole risolvere di persona ogni dubbio, per il timore di uno sbaglio. Gesù non vede in Tommaso uno scettico indifferente, ma un uomo in cerca della verità e lo accontenta pienamente. E' comunque l'occasione per lanciare l'apprezzamento verso i credenti futuri. 

Metti quì il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente. Gesù ripete le parole di Tommaso, entra in dialogo con lui, capisce i suoi dubbi e vuole aiutarlo. Gesù sa che Tommaso lo ama e ne ha compassione perchè ancora non gode della pace che viene dalla fede. Lo aiuta a progredire nella fede. 

MIO SIGNORE E MIO DIO

E' la professione di fede nel Risorto e nella sua divinità come è  proclamato anche all'inizio del vangelo di Giovanni ( 1,1 ). Nell'Antico Testamento * Signore * e * Dio * corrispondono rispettivamente a * Jahvè * e ad * Elohim * . E' la professione di fede pasquale nella divinità di Gesù più esplicità e diretta. In ambiente giudaico acquistava ancora più valore in quanto si applicavano a Gesù i testi che riguardavano Dio. Gesù non corregge le parole di Tommaso come corresse quelle dei Giudei che lo accusavano di volersi fare * uguale a Dio * approvando così il riconoscimento della sua divinità. 

Perchè mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto !! Gesù mal sopporta coloro che sono alla ricerca di segni e prodigi per credere e sembra rimproverare Tommaso. Scorgiamo quì anche un passaggio verso una fede più autentica, un cammino di perfezione verso una fede cui si deve arrivare anche senza le pretese di Tommaso, la fede accolta come dono e atto di fiducia. Come quella esemplare degli antenati e come quella di Maria. A noi che siamo più di duemila anni distanti dalla venuta di Gesù, viene detto che, benchè non lo abbiamo veduto, lo possiamo amare e credendo in lui possiamo esultare di gioia indicibile e gloriosa.

Quasti segni sono stati scritti, perchè crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perchè credendo, abbiate la vita nel suo nome. 

 

 

 

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